Ogni volta che un visitatore capita, per le ragioni più diverse, e per lo più fortuite, nei Chiostri di San Simpliciano, subito osserva che non sembra neppure di essere al centro della città di Milano. La considerazione si ripete con la regolarità di un rito. L’aspetto esterno della costruzione in nessun  modo lascia presagire la qualità dello spazio che essa custodisce. Appena entrati, però, la città pare in fretta allontanarsi e precipitare a irreale distanza. Il visitatore occasionale ha un presagio e spesso anche lo esprime: “Se potessi studiare in questo luogo, o addirittura viverci, certo la mia vita diventerebbe un’altra e migliore”.
Entro il cerchio chiuso del portico a due colonne pare come sia rimasta imprigionata ed intatta una pace di altri tempi”. (Mons. Giuseppe Angelini, Preside ella Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale). La Basilica di San Simpliciano, edificata come chiesa  paleocristiana da Sant’Ambrogio sul finire del 300, si dotò di un monastero benedettino nell’anno 881. Nel 1360 vi fu ospitato Francesco Petrarca.
La costruzione del primo chiostro, adiacente alla basilica, viene fatta risalire al 1400; si ha notizia di un ciclo di affreschi, attribuiti al Bergognone ed ora scomparsi, che decoravano le pareti del chiostro. Nel 1563 si diede avvio alla costruzione del chiostro grande, detto “delle due colonne”, e successivamente si aggiunsero altri tre chiostri ora distrutti.
Ai primi del 1700, probabilmente per opera di Francesco Maria Richino, si eseguirono interventi sia di decorazione parietale del chiostro piccolo, sia di costruzione di un grande scalone in forme barocche. Sul finire del 1700 iniziò la decadenza del monastero con la conversione del complesso in caserma di cavalleria; la destinazione militare, che comportò gravi alterazioni della tipologia e del contenuto  materico originario, rimase fino al 1934, quando l’edificio venne destinato alla sede dell’Ordine equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro; l’Ordine, dopo i ripetuti bombardamenti della seconda guerra mondiale, lo trasformò in un palazzo di foggia mediorientale e lo utilizzò fino al 1967; da allora vi ha sede, assieme ad altre funzioni, la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
L’intervento di restauro si è prefisso di recuperare l’intero complesso dei due chiostri con la finalità di dare sede moderna alla Facoltà Teologica e di gestire le attività didattiche di livello universitario per quasi cinquecento studenti. I chiostri di San Simpliciano esemplificano la filosofia KEIM nel migliore dei modi: la purezza del colore nel rispetto della tradizione e dell’ambiente. Gli interventi di restauro hanno interessato, tra gli altri elementi, le volte del sottoportico del chiostro piccolo e le murature perimetrali, risanate con l’utilizzo dell’intonaco deumidificante KEIM POROSAN e successivo ciclo di velatura con KEIM CONTACT-PLUS e KEIM GRANITAL.
Sempre nel chiostro piccolo l’apparato decorativo è stato restaurato con l’impiego di pitture minerali a base di silicato liquido di potassio KEIM GRANITAL.Nel chiostro grande è stato recuperato il colonnato grazie a malte appositamente formulate e al relativo consolidante protettivo KEIM SILEX OH. Anche l’interno è stato interessato dai lavori di recupero: lo scalone principale, ad esempio, è stato interamente restaurato con le pitture minerali KEIM.